Tetra – Il futuro della comunicazione mobile nei servizi pubblici

La “Società dell’Informazione e della Conoscenza” - obiettivo dell’Unione Europea - è essenzialmente fondato su uno sviluppo sistematico delle reti di comunicazione. Gli standard GSM e UMTS per le telecomunicazioni e il DVB e l’MHP per il settore radiotelevisivo, insieme al protocollo IP di Internet, rappresentano le fondamenta del sistema integrato delle comunicazioni elettroniche nell’ottica della convergenza digitale.

Il grande impegno per la definizione di standard europei si è fino ad oggi dimostrato una politica vincente, si pensi ad esempio alla diffusione del sistema GSM nel mondo. Appare tuttavia mutata la visione della convergenza, che dall’idea futuribile di “unico terminale e unica rete” approda, più realisticamente, alla coesistenza di diverse strutture interoperabili e terminali, tutte predisposte ad offrire l’accesso a comunicazioni interattive e sempre più multimediali. Un altro fenomeno che va ridefinendo tutto il settore della comunicazione integrata (informatica, media, tlc, etc.), attraversandolo trasversalmente, è il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale, insieme con tutti i vantaggi e le incertezze di questa transizione.

Gestire la transizione al digitale e favorire politiche di sviluppo (economico, sociale e tecnologico) sostenendo l’adozione di standard europei, emergono come punti essenziali tra gli obiettivi strategici della UE nel settore della comunicazione integrata.

In particolare le telecomunicazioni rappresentano il campo in cui, negli ultimi dieci anni, i processi d’innovazione hanno guidato una crescita probabilmente più rapida e consistente, e non solo in termini industriali. In quest’ambito, il mercato su cui si è concentrata maggiormente l’attenzione d’istituzioni e imprese è quello della radiocomunicazione mobile di massa, con i sistemi GSM prima e UMTS poi.

Tuttavia c’è un altro mercato che ad oggi si trova ad affrontare i medesimi cambiamenti strutturali e che per istituzioni e imprese sta assumendo un particolare rilievo strategico per il suo valore in termini economici e sociali, ovvero il mercato della radiocomunicazione mobile privata.

I sistemi di radiocomunicazione mobile professionale forniscono servizi di comunicazione (fonia, trasmissione dati, radiolocalizzazioni) all’interno di gruppi chiusi di utenti, ovvero tra operatori dislocati sul territorio, e tra questi e le rispettive sedi centrali di coordinamento. I servizi offerti da questi sistemi rispondono alle esigenze di comunicazione mobile di quegli enti che, in base alla loro struttura organizzativa, hanno bisogno di collegamenti tra le unità operative situate in punti diversi del territorio (nazionale, regionale o locale) al fine di mettere in comunicazione una centrale operativa con i vari gruppi attivi all’esterno.

Vanno annoverati tra questi soggetti, ad esempio, le forze militari, le organizzazione che gestiscono le emergenze, i corpi di pubblica sicurezza, gli ospedali, i gestori di servizi di pubblica utilità, ma anche alcune grandi imprese che hanno magari la necessità di gestire diverse flotte aziendali di dipendenti e veicoli sul territorio (aziende di trasporti, società aeroportuali, alcune grandi imprese manifatturiere, etc.).

Negli anni si è assistito ad una crescente domanda di licenze per canali privati nel mercato Radio Mobile Professionale (PMR e PAMR[1]) che, tra gli altri risultati, ha anche progressivamente determinato la diffusione della procedura di condivisione del canale radio da parte più utenti (tecnica denominata di trunking).

Questa tecnica, in sintesi, si basa sul fatto che a un utente è dato l’uso esclusivo del canale radio solo per la durata della conversazione.

In questo modo più organizzazioni possono condividere uno stesso canale senza interferire l’una con l’altra, beneficiando in più di una rete privata senza i costi legati all’installazione e alla manutenzione degli impianti. Lo sviluppo delle tecnologie digitali ha inoltre migliorato notevolmente le prestazioni delle reti sia in termini quantitativi che qualitativi, comportando in quest’ultimi anni l’affermazione della tecnologia del digital trunking.

L’Ente Europeo per gli Standard di Telecomunicazione (ETSI) ha definito un unico standard per le radiocomunicazioni mobili professionali in tecnica digitale: il TETRA. TETRA, acronimo di Terrestrial Trunked Radio, è uno standard aperto che va caratterizzandosi come la tecnologia emergente nel settore della radiocomunicazione mobile professionale. In Europa lo sviluppo del sistema TETRA, proprio come il DVB per il settore radiotelevisivo, si inserisce all’interno di una fase di trasformazione tecnologica dei sistemi di radiocomunicazione mobile privata, caratterizzata dal passaggio dai sistemi analogici a quelli digitali.

Nei momenti di transizione assume grande importanza il ruolo degli standard, fondamentale per un regolare sviluppo dei mercati e in modo particolare per quello delle telecomunicazioni. Le istituzioni si trovano in questo contesto coinvolte a più livelli. Il TETRA, come tecnologia radiomobile digitale, si rivolge a quei settori che necessitano di caratteristiche di sicurezza, privacy, affidabilità e flessibilità maggiori di quelle offerte oggi normalmente dalla telefonia cellulare.

Essa inoltre è attualmente il solo standard ad aver ricevuto una certificazione a livello comunitario che rende disponibile l’impiego di apparati di diversi costruttori. Queste premesse indicano quindi che questo sistema, nel settore delle radiocomunicazioni mobili, si pone per le istituzioni pubbliche come la tecnologia di riferimento. Altre tecnologie dedicate al medesimo mercato e con prestazioni simili sono il Tetrapol (Francia, Svizzera…) e il CDMA (USA…).

Gli enti governativi e gli Stati membri dell’Unione Europea hanno dato un forte impulso all’elaborazione dello standard TETRA. L’acquisizione di un unico standard digitale europeo nel mercato radiomobile è sostenuta da motivazioni di carattere economiche, sociale e tecnologiche:

  • necessità di dare un seguito effettivo all’assunzione degli obblighi di cooperazione tra le Forze di Polizia in ambito comunitario, come previsto dall’accordo di Schengen;
  • armonizzazione a livello europeo dello spettro elettromagnetico;
  • unire i mercati PMR frammentati in un unico mercato comune;
  • interesse a sviluppare la domanda di sistemi PMR/PAMR assicurando però l’indipendenza dei diversi utenti da un fornitore unico e consentire l’interoperabilità.

Riguardo quest’ultimo punto è importante precisare che l’ETSI ha promosso, attraverso il Tetramou[2], la standardizzazione anche delle diverse interfacce in grado di garantire le soluzioni cd multivendor (per l’interoperabilità).

All’interno del settore delle telecomunicazioni, il radiomobile privato possiede in termini di mercato una domanda dalle dimensioni limitate, e la standardizzazioni dei prodotti  (terminali, infrastrutture di rete, interfacce) e la condivisione dei risultati della ricerca, messa in atto proprio dal Tetramou, appaiono necessarie per promuove gli investimenti. Si ritiene infatti che lo sviluppo di diversi sistemi proprietari non avrebbe in alcun modo consentito lo sfruttamento di profittevoli economie di scala, mettendo a rischio l’affermazione della stessa tecnologia.

L’ETSI ha consentito l’istallazione delle prime reti TETRA nel 1998, dopo aver reso disponibile lo standard in una prima release. Il primo obiettivo che la UE si è posto è stato quello di armonizzare le frequenze a livello europeo[3]. Una parziale battuta d’arresto si è però avuta quando la Francia ha adottato il sistema concorrente Tetrapol, prodotto dalla società francese EDSN, già Matra Communications, anche se poi, in un secondo momento, ha aderito al progetto volto a raggiungere l’interoperabilità tra i sistemi TETRA e Tetrapol mediante il contributo dell’ETSI[4].

Lo standard TETRA appare destinato ad affermarsi per diverse rilevanti ragioni:

  • è un sistema aperto;
  • è in grado di consentire un’effettiva interoperabilità tra reti di costruttori diversi (soluzioni cd multivendor);
  • è supportato dalle principali industrie manifatturiere;
  • consente una standardizzazione (e una relativa ottimizzazione) dell’allocazione delle frequenze a livello europeo.

Si tratta, in breve, di un sistema multifunzione in grado di trasportare voci e dati in modo simultaneo ad una velocità che può arrivare fino a 28,8 kbit/s (sufficiente quindi per la trasmissione di immagini e video-lento).

La tecnologia TETRA è in generale caratterizzata da:

  • un’elevata flessibilità e modularità, ed è quindi possibile realizzare reti di tipo locale, regionale e naturalmente nazionale;
  • una elevata efficienza “spettrale” rispetto agli altri sistemi radiomobili[5];
  • la sicurezza delle comunicazioni, grazie non solo a elevati meccanismi crittografici ma anche rispetto alla possibilità di autentificazione a più livelli (da utente a sistema radio, da sistema radio a rete, da rete a rete, da utente a utente), modulabile inoltre rispetto alla velocità delle trasmissioni;
  • la possibilità di variare la richiesta di banda necessaria on-demand, a seconda quindi delle del flusso di informazioni da trasmettere;
  • la possibilità effettuare un roaming tra uno o più sistemi TETRA e le altre reti di telecomunicazioni (GSM, UMTS, ISDN, PSTN, etc.): i terminali infatti potranno disporre di interfacce comuni e di tutte le caratteristiche dei classici telefoni cellulari (visualizzazione numero chiamante, rubrica, richiamata, deviazione di chiamata, calendario e agenda, orologio, etc.);
  • funzionamento molto soddisfacente anche in condizioni di trasmissione/ricezione particolarmente difficili, e perfino in assenza di rete tramite la modalità Direct Mode[6].
  • i terminali TETRA possono fungere da “stazione radio” per altri terminali TETRA nelle vicinanze.

I terminali TETRA si evolvono esattamente come gli altri telefoni cellulari: maggiore velocità di trasmissione e ricezione, ampi display a colori per facilitare la lettura dei testi e la visibilità di immagini e così via. Tuttavia gli apparati TETRA offrono una gamma di servizi molto più vasta. Oltre le normali chiamate individuali sarà possibile infatti effettuare:

  • chiamate di gruppo[7];
  • Broadcast Call[8];
  • chiamate di emergenza (attivabili magari con un singolo tasto e con garanzia di ottener un canale libero);
  • inviare messaggi di testo;
  • definire la priorità delle chiamate a più livelli;
  • integrare i terminali con sistemi di localizzazione satellitare;
  • tanto altro ancora.

Inoltre la piena compatibilità con lo standard IP permette ai terminali TETRA l’accesso a Internet e la possibilità di interagire con database, posta elettronica e altre applicazioni informatiche.

Il mercato dei sistemi di radiocomunicazione mobile professionale

Il mercato del radiomobile professionale digitale ha avuto un avvio molto sofferto per la concorrenza dei sistemi analogici che oggi appare comunque superata. È da sottolineare, in particolare, anche il fatto che vi sia stato un salto di qualità nella domanda di servizi professionali, specialmente a livello istituzionale, legato a diverse questioni politiche e sociali emergenti quali ad esempio l’immigrazione, l’integrazione europea etc.

Ovviamente questo mercato ha catalizzato recentemente l’interesse anche degli attuali operatori dei servizi radiomobili per il pubblico i quali, con lo sviluppo dei servizi legati ai sistemi GSM e UMTS, tentano di accedere direttamente al mercato degli utilizzatori di servizi professionali. Come la stessa ETSI ha più volte sottolineato, i servizi basati su tecnologia TETRA appaiano posizionarsi in modo diverso rispetto ai servizi basati su sistemi come il GSM, il GPRS e l’UMTS.

Il mercato basato su questo standard digitale si pone come complementare piuttosto che sostitutivo rispetto al mercato coperto dai servizi degli operatori mobili assegnatari di licenze pubbliche. Le sue caratteristiche lo rendono un sistema molto più affidabile in situazioni d’emergenza, come ad esempio nel caso di calamità naturali, di ogni altra combinazione di reti non progettate per questo tipo di evenienze[9].

Come è stato già evidenziato, questa tecnologia infatti è destinata prevalentemente a specifici segmenti di mercato (mercati di nicchia) nel campo della pubblica sicurezza e dei pubblici servizi. Secondo stime fornite dall’Autorità, i mercati di riferimento risultano essere così ripartiti: enti pubblici (60%), pubblica sicurezza (30%), aziende private (10%).

In Italia il settore privato esprime una domanda particolarmente modesta per nuove infrastrutture principalmente a causa dei vincoli amministrativi esistenti, della scarsità delle frequenze disponibili e per l’alto costo delle concessioni. In Europa paesi come Inghilterra, Olanda, Belgio, Norvegia, Finlandia hanno già scelto TETRA per costruire la propria rete di pubblica sicurezza.

Il ruolo delle istituzioni e dell’Unione Europea

Le Forze di Polizia insieme agli enti a cui sono affidati compiti di sicurezza e servizi di pubblica utilità (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Vigili urbani, i Vigili del fuoco, Guardia Forestale, Protezione Civile, 118, etc.), rappresentano i principali interlocutori per i costruttori di reti e apparati radiomobili.

Questi enti si sono dotati di sistemi di radiocomunicazioni mobili in tempi differenti e senza alcun tipo di coordinamento. Queste organizzazioni, per far comunicare i loro addetti, fanno oggi uso di reti fra loro indipendenti e isolate, con diverse funzionalità e copertura geografica. Questa conformazione risponde, è vero, al criterio della sicurezza (ovvero della segretezza delle informazioni trasmesse) e dell’affidabilità (in caso di incidenti, una pluralità di reti può risultare apparentemente più “affidabile”); tuttavia comporta elevati costi di manutenzione e non consente inoltre un facile trasferimento di informazioni tra una rete e l’altra.

Per di più accresce le difficoltà rispetto all’allocazione dello spettro elettromagnetico.

La gran parte delle infrastrutture di rete delle succitate organizzazioni, geograficamente sovrapposte e non interoperabili, operano in uno spettro per nulla ottimizzato. Il problema della riorganizzazione delle frequenze[10], nodo cruciale nella transizione al digitale che necessita appunto di frequenze dedicate, vede al centro la congiunta attività del Ministero delle Comunicazioni e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni[11].

Dalla Consultazione pubblica avviata nel 2001 dall’Autorità sono emerse inoltre altre importanti considerazioni. Innanzitutto la maggior parte dei partecipanti ha espresso l’interesse a utilizzare la tecnologia TETRA, mentre altri hanno proposto tecnologie digitali alternative come il Tetrapol e il CDMA.

L’Autorità, che deve comunque rimanere fedele ai principi di neutralità delle tecnologie, indirizzerà quindi le eventuali procedure di assegnazione affinché qualunque delle tecnologie compatibili possa essere utilizzata da chi acquisirà la licenza.

Il principio di neutralità delle tecnologie è un elemento di notevole importanza comune a tutta l’Amministrazione pubblica in generale. Va segnalato a riguardo che la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti del Governo della Gran Bretagna in quanto, nel bando di una gara per la fornitura di un sistema di radiocomunicazioni mobili per le Forze di Polizia inglesi, sarebbe stato richiesto che le offerte dovessero fondarsi esclusivamente sulla tecnologia TETRA.

La realizzazione di una rete TETRA nazionale multiservizi, ovvero accessibile e condivisa dalle diverse organizzazioni di pubblica sicurezza, è da alcuni considerata come l’alternativa preferibile: si avrebbero evidenti vantaggi in termini di costi di gestione e manutenzione, ottimizzazione delle frequenze, un impatto ambientale minimo sia per l’ottimizzazione dei siti per l’ubicazione delle antenne radio che per il basso (e più facilmente controllabile) livello di elettrosmog.

Inoltre questa configurazione si presenta come la soluzione più appropriata per la fornitura di servizi professionali richiesti in situazioni di emergenza. Tuttavia a livello politico il nuovo ruolo ricoperto dalle Regioni per la gestione autonoma di molti servizi di pubblica utilità, ha portato a manifestare un forte interesse da parte di Enti e aziende operanti in realtà locali per la costruzione di reti su base regionale o locale.

Sono già diverse le Regioni[12] che stanno valutando la possibilità di allestire una propria infrastruttura, in particolare quelle con maggiori disponibilità di risorse e particolari esigenze territoriali[13].

Se da un lato non sembra conveniente rallentare o ostacolare le Regioni più “veloci”, dall’altro lato si profila comunque il rischio di ricreare una situazione frammentata che graverebbe alla fine sulle stesse organizzazioni e finanche sulla società civile.

La flessibilità del sistema TETRA, che permette di progettare le infrastrutture in maniera modulare, sembra risolvere tali problematiche: è possibile ipotizzare uno sviluppo delle reti su base regionale (con modalità e tempi differenti di attuazione), tra loro interoperabili perché basate sullo standard TETRA, la cui interconnessione vada a costituire una rete nazionale.

Tale procedura permette inoltre di modulare, in generale, anche gli investimenti in rapporto agli introiti o ai risparmi generati.

Infine un opportuno coordinamento amministrativo, a livello nazionale così come a livello regionale e locale, delle politiche produttive e commerciali delle imprese fornitrici di reti, apparati e servizi, risulterebbe necessario per assicurare l’interoperabilità dei diversi sistemi anche nella delicata fase di transizione al digitale, in modo da evitare una onerosa duplicazione dei costi relativi al personale e ai terminali.

La costruzione di una nuova rete TETRA prevede la completa sostituzione di una o più vecchie reti analogiche. Nel caso di utilizzo di sistemi numerici si stimano investimenti per le infrastrutture di rete che variano da un minimo di 500 euro ad un massimo di 700 euro per utente. Quello che appare complesso da gestire è il momento della transizione che comunque, come già evidenziato dallo stesso Ministero delle Comunicazioni, sarà una transazione “morbida”. Vi sarà un tempo cioè in cui si troveranno a convivere, condividendo risorse e frequenze, sia reti analogiche che reti digitali. Si reputa infatti necessario garantire e tutelare anche chi ha recentemente investito nella costruzione delle prime.

In termini di servizi erogati, l’offerta dei futuri operatori TETRA appare molto simile a quella degli attuali operatori di telecomunicazioni GSM e UMTS. È utile evidenziare il ruolo chiave che sarà svolto dalle istituzioni regolamentari, ovvero il Ministero delle Comunicazioni, l’Autorità per le Comunicazioni e l’Autorità Antitrust, nel garantire i confini tra i mercati suddetti. Tali garanzie dovranno certamente accompagnare anche tutta la fase di sviluppo del mercato.

Questioni ancora aperte riguardano poi le garanzie negli accordi di interconnessione tra gli operatori e la comunicazione tra le reti (necessaria per gestire efficacemente eventuali situazioni d’emergenza). In particolare l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in collaborazione con il Ministero e l’Antitrust, sta al momento valutando, per gli aggiudicatari delle licenze, gli obblighi sulla durata della licenza, su un’eventuale copertura minima del territorio e naturalmente quelli relativi al rilascio di interferenze nocive agli altri sistemi autorizzati.

Le problematiche connesse all’adozione delle tecnologie multiaccesso nell’ambito della pubblica amministrazione, tra cui anche quelle legate al sistema TETRA,  saranno oggetto di un gruppo di lavoro dedicato predisposto dal Ministero delle Comunicazioni. Importante altresì il ruolo svolto dall’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione (ISCTI), attivo sempre presso il Ministero delle Comunicazioni, che è divenuto dal 2002 l’ente di certificazione europeo del TetraMoU per l’interoperabilità tra i terminali e le infrastrutture TETRA dei diversi costruttori.

La realizzazione di nuove reti digitali per il mercato radiomobile professionale avrà anche una positiva ricaduta in termini industriali e occupazionali per il nostro paese. Le società interessate al nostro mercato, avendo come primo referente la Pubblica Amministrazione, saranno sollecitate a creare centri di produzione e ricerca sul territorio italiano.

Inoltre queste nuove strutture potranno stimolare l’industria nazionale per lo sviluppo di servizi interattivi e multimediali professionali erogabili su questi reti, attività peraltro agevolata se implementata per reti costruite sullo standard aperto TETRA. La modularità e la flessibilità del sistema TETRA permettono inoltre che le diverse  “porzioni” di rete nazionali possano essere tra loro interconnesse fino a creare finanche una unica rete europea.

La realizzazione di una rete europea per la radiocomunicazione mobile dedicata ai servizi di pubblica utilità è un obiettivo fondamentale per l’Unione Europea a livello economico, politico e sociale.

  • La creazione di un unico mercato per il radiomobile professionale stimolerebbe innanzitutto la crescita competitiva nel settore delle telecomunicazioni portando ad un abbassamento generale dei costi di infrastrutture e terminali, ma allo stesso tempo consentirebbe lo sviluppo di un mercato, pure in termini di innovazione tecnologica e ricerca, offrendo nuove opportunità al tessuto industriale europeo anche grazie all’esportazione di standard, tecniche e tecnologie;
  • Come risultato si avrebbe inoltre un’Europa più coesa in un contesto di “Servizio Pubblico”, con grandi e positivi riflessi nelle sfere in cui operano le Forze di Polizia e le organizzazioni di pubblica utilità, per i quali i confini nazionali non rappresenterebbero più un problema in caso di situazioni di emergenza;

Appare quindi possibile intravedere un ruolo attivo della UE, come dei Governi nazionali, (come ad esempio è già avvenuto nel campo della televisione digitale e delle radiocomunicazioni mobili di terza generazione) innanzitutto nella gestione della transizione al digitale, così come, allo stesso tempo, nell’agevolare lo sviluppo e la diffusione (anche al di fuori del continente) di standard europei riconosciuti ufficialmente come il TETRA.

Per fare ciò occorrono adeguate soluzioni normative, rette da attente politiche industriali, atte a favorire da un lato lo sviluppo equilibrato del mercato e dall’altro il progresso tecnologico nel settore dell’ICT.

L’integrazione dei Paesi Europei passa anche da qui.

Siti di riferimento

http://www.agcom.it/provv/cp_St_05_04_01_sintesi.htm#01

http://www.eurispes.com/Eurispes/nokia99/default.htm

http://www.tetramou.com/

http://portal.etsi.org/portal_common/home.asp?tbid=218

http://www.motorola.com/cgiss/emea/tetra/home.html

http://www.nokia.it/reti/PMR/tetra.asp


[1] Nell’ambito dei sistemi di radiocomunicazione mobile privata occorre distinguere tra i sistemi autogestiti, ovvero ad accesso privato, “Professional Mobile Radio” (PMR), e sistemi centralizzati, detti anche ad accesso pubblico, “Public Access Mobile Radio” (PAMR). La domanda per i sistemi PMR proviene generalmente da organizzazioni che, in quanto proprietarie della rete, ne sostengono anche le spese di manutenzione e funzionamento. Per l’esercizio delle reti ad accesso privato, i canali di frequenza sono assegnati ai richiedenti, per il loro uso esclusivo, dal Ministero delle Comunicazioni se soggetti privati (corrispondendo un canone per l’utilizzo della risorsa) o dal Ministero della Difesa per le Forze di Polizia e Militari.

[2] Il TetraMoU (TETRA Memorandum of Understanding) è un’associazione industriale alla quale aderiscono più di 100 membri appartenenti a più di 30 paesi di tutto il mondo, che rappresenta gli interessi di costruttori, operatori di rete e degli utilizzatori della tecnologia TETRA.

[3] Si veda nota 10.

[4] Le Forze di Polizia francese hanno adottato il sistema Tetrapol prima che il sistema aperto TETRA avesse raggiunto un livello di definizione avanzato. Il sistema Tetrapol non ha ad oggi ottenuto dall’ETSI alcun riconoscimento ufficiale.

[5] Numero di canali disponibili in 200 kHz: GSM 16, PMR analogico 16, TETRA 32.

[6] Due o più stazioni mobili comunicano direttamente tra loro senza l’intervento della stazione base, come ad esempio avviene nei walky-talky.

[7] Un determinato utente chiama un gruppo prestabilito. Ogni membro del gruppo può ascoltare e parlare con tutti. Il gruppo può essere modificato in modo flessibile, ovvero possono essere aggiunti o tolti partecipanti (interoperabilità fra gruppi a seconda delle esigenze operative).

[8] Si tratta di comunicazione unidirezionale punto-multipunto in una determinata zona. La zona e gli utenti sono predefiniti.

[9] “… la tipologia dei servizi offribili tramite il TETRA interessa gruppi professionali operanti in territori specifici o generalmente mal coperti dalle altre reti cellulari, ad esempio perché non sufficientemente popolati (es. zone boschive, montane, marine, etc.).” tratto da AGCOM, Consultazione pubblica concernente una indagine conoscitiva sulla diffusione dei sistemi radiomobili professionali numerici (TETRA) ed analogici a gestione centralizzata (PAMR: Public Access Mobile Radio). 

[10] Bande in cui può operare il TETRA: 380-400 MHz (Pubblica Sicurezza); 410-430 MHz (Accesso pubblico); 450-470 MHz (PMR generale); 870 – 876 / 915-921 MHz (Frequenze permesse in UE ma non utilizzate).

[11] Il Piano di Ripartizione delle Frequenze del 1998 assegnava l’utilizzazione della banda di frequenza 450-470 ai servizi radiomobili ad uso privato (PMR generale), riconfermata nel nuovo Piano del luglio 2002. Nella nota 103 di quest’ultimo nella banda 450-470 venivano definitivamente assegnati 3 blocchi di frequenze[11] ai servizi radiomobili professionali: il primo blocco è stato destinato ai sistemi analogici a gestione centralizzata e il secondo è stato destinato all’introduzione di sistemi  digitali quali il TETRA, Tetrapol, CDMA e altri. Riguardo al terzo, non ancora ufficialmente assegnato, il Ministero ha segnalato all’Autorità che sarà reso disponibile per sistemi radiomobili digitali ad accesso multiplo sulla base delle esigenze di mercato. Il Ministero ha infine anche aggiunto che rimuoverà tutti gli eventuali ostacoli normativi per consentire un rapido ed efficiente riassetto dell’allocazione delle frequenze.

[12] Al riguardo si precisa che il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha deciso di realizzare un’unica rete nazionale TETRA “interforze”, (ovvero destinata alle cinque forze di polizia: polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale, polizia penitenziaria), costruita gradualmente su base regionale. Sarà la Campania la regione pilota per la costruzione della rete che si estenderà poi al resto del Mezzogiorno entro il 2008 e, una volta rinvenuti i necessari finanziamenti, al resto d’Italia. I fondi saranno resi disponibili nell’ambito del co-finanziamento previsto dai Fondi Strutturali 2000-2006 della UE per le regioni Obiettivo 1 (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). Ad oggi la procedura risulta bloccata a causa di contenziosi in corso.

[13] “Infatti le amministrazioni locali sono oggi molto interessate a migliorare i servizi di pubblica utilità sul proprio territorio, all’interno di un processo già iniziato di innovazione tecnologica e di sviluppo di servizi avanzati. I servizi cui principalmente si fa riferimento sono: sanità, trasporto pubblico urbano ed extraurbano (con particolare enfasi su tale tipo di servizio da parte di qualche rispondente), controllo del territorio, monitoraggio ambientale, protezione civile, servizi svolti sul territorio da enti pubblici ed organizzazioni sociali, interconnessione fra forze di polizia nazionale e corpi municipali” tratto da AGCOM, Consultazione pubblica concernente una indagine conoscitiva sulla diffusione dei sistemi radiomobili professionali numerici (TETRA) ed analogici a gestione centralizzata (PAMR: Public Access Mobile Radio).

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